NigeriAid: la Missione Umanitaria

“Thelma vuoi venire con noi in Missione Umanitaria in Nigeria? Non sarà facile, non si sa cosa mangeremo, non si sa cosa berremo, devi fare tutti i vaccini, lì c’è la malaria, il colera, il tifo. Non sappiamo ancora dove dormiremo ed avremo la scorta armata perché lì, la gente come noi la rapiscono. Farà caldissimo ed ogni volta dovremo portare con noi tutta l’attrezzatura. Accetti?”

Così è nata la collaborazione con la Steadfast Foundation, accettando di fare il reportage NigeriAid

Armati di tutto punto i militari assegnati alla nostra Missione non ci hanno lasciati un attimo. La percezione del pericolo, quella strana percezione a noi non familiare, è una strana sensazione. Gli incontri son stati tanti, il Ministro, il Sindaco, il Vicario, il Re, un altro Re, un altro Re… in ogni villaggio, in Nigeria, c’è un Re. Poi le scuole, quelle che siamo abituati a vedere nei documentari dell’Africa, lì davanti a me… in questi casi è davvero difficile restare professionali dietro all’obiettivo della telecamera.

 

Certe cose si vedono in tv, fra una trasmissione e l’altra, certe cose non sono vere, sono della tv. Ma qui è tutto vero ed il REC della mia telecamera resta premuto per mostrarvi quello che qui è il quotidiano.

I bambini. Qui i bambini sono bambini che non vorresti mai vedere, quelli che speri non esistano, quelli che abitano chissà dove, forse in tv. Ma eccoli qui davanti a me, mi guardano, mi sorridono, mi toccano, mi tirano da tutte le parti, cercano di divorarmi il cuore.

Per un po’ cerco di restare lontana, cerco di far finta di niente, ma quelle mille manine mi tirano, tirano, tirano forte fino a farmi diventare parte di loro e loro, parte di me.

E così per 10 infiniti giorni di Nigeria, il REC è rimasto premuto, a volte sfocato da un caldo infernale, a volte stanco ed assetato, spesso impaurito da quello che potesse accadere, ma sempre bramoso di portare a casa qualcosa che VA VISTO e VA VISSUTO con la stessa passione con cui è stato girato.

Fino ad arrivare ad Igbedor, un isolotto del Niger, dove una donna, da sola, si prende cura di 6.000 bambini, è Suor Enza. Una donna da un’incredibile coraggio che fa nascere i bambini, li cura con infinito Amore, a volte riesce a salvarli dalle malattie, tante altre no. E’ minuta ma costruisce mattoni, apre lucchetti, ripara generatori, gestisce un’intera comunità mentre morde le autorità. Ne veniamo tutti affascinati e tutti ce ne innamoriamo. Siamo al cospetto di una grande donna e ne siamo davvero fieri.

Questo è il REPORTAGE della Missione Umanitaria NigeriAid, 25 minuti del nostro impegno e passione di noi che eravamo lì.

Condividete la nostra esperienza e se riuscirò un pochino a farla diventare anche vostra, tutto questo sarà servito a qualcosa.

Ora mettetevi comodi e lasciate il cuore libero…

Anche il vostro aiuto può essere importante info su www.steadfastfoundation.com

Thelma